Modifiche al Codice della Crisi d’Impresa.

modifiche al codice della crisi d'impresa

Quali sono le modifiche al Codice della Crisi d’Impresa? Sono già intervenute e con che tempi? Risponde  con chiarezzaFranco Fiori, ceo di Counsel, azienda specializzata in finanza di impresa. 

Da diversi giorni, incontrando professionisti, imprenditori, organizzazioni, alla mia domanda di sapere lo stato dell’arte sull’attuazione di quanto disposto dal D.Lgs 14/2019, mi sento rispondere che… tutto tace in quanto è stato tutto prorogato al 1° Settembre 2021.

Forse è il caso di fare un po’ di chiarezza e mettere alcuni punti fermi su questo argomento, ovvero sulle modifiche al Codice della Crisi d’Impresa

L’articolo 51-bis comma 1 D.L. n. 34/2020 convertito in legge n. 77/2020 ha prorogato fino alla data di approvazione del bilancio d’esercizio 2021, l’obbligo di nomina dell’organo di controllo o del revisore per le società a responsabilità limitata che hanno superato i limiti di cui all’art. 2477 c.c. (art. 379 – 4.000.00 di attivo o 4.000.000 di ricavi o 20 dipendenti);

L’articolo 5 del DL Liquidità (D.L. 23/2020) convertito in legge n. 40/2020 il 6 giugno 2020 ha modificato l’Art. 389 comma 1 del Codice della Crisi d’Impresa posticipando, appunto, l’entrata in vigore al 1° Settembre 2021. L’articolo 5 prosegue… fatto salvo quanto al comma 2.

Modifiche al Codice della Crisi d’Impresa: le conferme

Resta confermata invece l’entrata in vigore dal 16 marzo 2019 di tutte le disposizioni relative ai nuovi obblighi e responsabilità per le imprese societarie e individuali e per i loro amministratori regolate degli articoli:

  • 375 Assetti organizzativi dell’impresa (modifica art. 2086 c.c.)
  • 377 Assetti organizzativi societari (modifica art. 2257 – 2380 bis – 2475 c.c.)
  • 378 Responsabilità degli amministratori (modifica art. 2476 c.c.)

Il nuovo Art. 2086 del codice civile recita:

L’imprenditore è il capo dell’impresa e da lui dipendono gerarchicamente i suoi collaboratori.

L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto

  • organizzativo
  • amministrativo
  • contabile
  • adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa

Anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale,

Nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale.

Cosa vuol dire questo?

Che da subito l’imprenditore deve adottare misure idonee e un assetto organizzativo atto a rilevare tempestivamente lo stato di crisi assumendo senza indugio le iniziative necessarie a farvi fronte.

In particolare, deve:

  • dotare l’azienda di strumenti idonei a monitorare la situazione prospettica dei flussi di cassa al fine di verificare se garantiscono la formazione di liquidità aziendale adeguata a garantire la solvibilità dell’impresa;
  • implementare un sistema di controllo di gestione che misuri periodicamente i margini realizzati e l’evoluzione della tesoreria;
  • affiancare al controllo a consuntivo un’attività di costante business planning e previsione di flussi di cassa con un orizzonte temporale per almeno i 6 mesi successivi;
  • monitorare gli indicatori di crisi come comunicato dal CNDCEC (Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili).

Riteniamo di massima importanza ricordare inoltre la responsabilizzazione degli amministratori.

L’Art. 378 stabilisce la responsabilità degli amministratori delle società a responsabilità limitata, verso i creditori sociali per l’inosservanza degli obblighi inerenti alla conservazione dell’integrità del patrimonio sociale.

Se una Srl entra in stato di crisi e l’amministratore non aveva predisposto in società strumenti idonei a prevenirla ne risponde personalmente anche con il patrimonio personale.

Lo stesso discorso vale anche per gli amministratori non soci delle Snc.

Per confermare che è meglio non scherzare su quanto su esposto è notizia di questi giorni di una sentenza del Tribunale di Milano sez. imprese B del 19/10/2019  che ha fatto proprie le novità introdotte al codice civile della Crisi d’impresa e dell’insolvenza già operativa dal marzo, condannando un amministratore che non si era attivato per la soluzione dello stato di crisi finanziaria dell’azienda.

Come sempre Counsel e i suoi consulenti sono a vostra completa disposizione per chiarimenti sulle modifiche al Codice della Crisi d’Impresa e per approfondire tutti gli aspetti operativi.

Franco Fiori, ceo Counsel.

 

 

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